Una Tradizione Antica

Era il 1913 quando Giacinto Callipo dà vita alla nostra azienda, a Pizzo, splendida cittadina calabrese nota sin dall’antichità per la pesca del tonno e per le tonnare.

La nostra azienda, prima in Calabria e tra le prime in Italia ad inscatolare il pregiato Tonno del Mediterraneo, fa della Qualità Innanzitutto, sin dalla fondazione, la sua principale mission tanto che già nel 1926 viene insignita del Brevetto di “Fornitore Ufficiale” della Real Casa.

Da allora sono passati 106 anni e mai siamo venuti meno a quel principio, un “modo di essere” che continua a rappresentare un punto cardine attorno al quale ruota tutta la nostra attività, consapevoli che si tratta del segreto del nostro successo.

1913

Giacinto Callipo dà vita all’azienda, a Pizzo, prima in Calabria e tra le prime in Italia ad inscatolare il pregiato Tonno del Mediterraneo, pescato con il sistema delle “tonnare fisse”.

1926

La Callipo viene insignita del “Brevetto di fornitrice della Real Casa” a testimonianza dell’attenzione verso la qualità totale.

1940

Il Tonno Callipo, una volta lavorato, veniva stipato in grosse latte, colmate con olio di oliva e sigillate. In tal modo poteva essere conservato ben oltre gli abituali standard di consumo del tonno fresco.

1957

Tre dipendenti della Callipo al lavoro nello stabilimento. L’azienda è stata tra le prime in Calabria a privilegiare l’occupazione femminile.

1970

I prodotti Callipo esposti a Parma alla XXV Mostra Internazionale delle Industrie Conserve Alimentari.

1995

La Callipo lancia, da pioniera sul mercato, i Filetti di Tonno in vaso di vetro.
Un’idea vincente che ha esaltato l’elevata qualità del prodotto.

2005

Pippo Callipo viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a riconoscimento del suo impegno imprenditoriale e per essersi distinto nel suo settore con importanti ricadute nel sociale.

2013

La Callipo festeggia 100 anni di attività, ricevendo per l’occasione un messaggio augurale dal Presidente Giorgio Napolitano:
“Vivo apprezzamento per l’impegno costantemente profuso dall’azienda e volto a tramandare e rinnovare l’esperienza di una preziosa tradizione imprenditoriale.

2019

La Callipo festeggia 106 anni di attività e di valori tramandati nel tempo di generazione in generazione.
Oggi, infatti, Pippo Callipo è affiancato dai figli Giacinto e Filippo Maria che rappresentano la quinta generazione.

1913

1913

Giacinto Callipo dà vita all’azienda, a Pizzo, prima in Calabria e tra le prime in Italia ad inscatolare il pregiato Tonno del Mediterraneo, pescato con il sistema delle “tonnare fisse”.

1926

1926

La Callipo viene insignita del “Brevetto di fornitrice della Real Casa” a testimonianza dell’attenzione verso la qualità totale.

1940

1940

Il Tonno Callipo, una volta lavorato, veniva stipato in grosse latte, colmate con olio di oliva e sigillate. In tal modo poteva essere conservato ben oltre gli abituali standard di consumo del tonno fresco.

1957

1957

Tre dipendenti della Callipo al lavoro nello stabilimento. L’azienda è stata tra le prime in Calabria a privilegiare l’occupazione femminile.

1970

1970

I prodotti Callipo esposti a Parma alla XXV Mostra Internazionale delle Industrie Conserve Alimentari.

1995

1995

La Callipo lancia, da pioniera sul mercato, i Filetti di Tonno in vaso di vetro.
Un’idea vincente che ha esaltato l’elevata qualità del prodotto.

2005

2005

Pippo Callipo viene nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a riconoscimento del suo impegno imprenditoriale e per essersi distinto nel suo settore con importanti ricadute nel sociale.

2013

2013

La Callipo festeggia 100 anni di attività, ricevendo per l’occasione un messaggio augurale dal Presidente Giorgio Napolitano:
“Vivo apprezzamento per l’impegno costantemente profuso dall’azienda e volto a tramandare e rinnovare l’esperienza di una preziosa tradizione imprenditoriale.

2019

2019

La Callipo festeggia 106 anni di attività e di valori tramandati nel tempo di generazione in generazione.
Oggi, infatti, Pippo Callipo è affiancato dai figli Giacinto e Filippo Maria che rappresentano la quinta generazione.

Una Storia Centenaria

Il 14 gennaio 2013 la nostra azienda ha festeggiato un compleanno storico compiendo i suoi primi 100 anni di attività.

Diverse sono state le iniziative e i riconoscimenti ottenuti in occasione di questa importante ricorrenza.
Primo fra tutti lo speciale annullo filatelico concesso da Poste Italiane.

Anche il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha voluto “partecipare” ai festeggiamenti e ha dedicato alla celebrazione della storica ricorrenza una propria targa commemorativa. La targa celebrativa e la lettera di accompagnamento con la quale il Capo dello Stato esprime vivo apprezzamento per l’impegno costantemente profuso dalla nostra azienda e volto a tramandare e rinnovare l’esperienza di una preziosa tradizione imprenditoriale, sono stati consegnati al nostro Amministratore Pippo Callipo.

Politica Aziendale

La Giacinto Callipo Conserve Alimentari S.p.A., con sede legale in Via Riviera Prangi n.156 – 89812 Pizzo (VV),
attiva nel campo della produzione e commercializzazione di conserve alimentari derivate dalla lavorazione del tonno e del merluzzo,
ha definito nel presente documento i valori che guidano l’operatività dell’azienda sia al suo interno che nei rapporti con gli enti esterni.

L’azienda ha implementato un Sistema di Gestione integrato, Qualità, Ambiente e Sicurezza attuo a garantire a tutte le parti interessate: la sicurezza dei prodotti dal punto di vista igienico sanitario, l’autenticità degli stessi, il pieno rispetto delle Norme e dei Regolamenti cogenti e volontari, a cui l’azienda ha deciso di aderire, prestando particolare attenzione al rispetto dell’ambiente, degli aspetti etici, della salute e della sicurezza sul lavoro.

L’azienda è, inoltre, favorevole alla creazione di riserve marine a grande scala per la tutela di importanti habitat marini ed aree di riproduzione riconoscendo l’impatto negativo che una pesca indiscriminata potrebbe causare nei riguardi dell’ecosistema marino. A tal proposito si impegna all’acquisto di materia prima che garantisca la sostenibilità delle metodiche di pesca attuate.

La Direzione aziendale ha, quindi, identificato i seguenti obiettivi strategici e mette a disposizione risorse umane, strumentali ed economiche per il loro perseguimento:

– soddisfazione dei consumatori e dei partner commerciali mediante la realizzazione di prodotti conformi alle attese di mercato e di elevato standard qualitativo;

– consolidamento di rapporti profittevoli e duraturi con tutti i clienti ed i fornitori;

– attivazione di ogni misura di prevenzione al fine di ridurre i rischi e prevenire gli incidenti e, attraverso una
adeguata gestione delle emergenze, contenere le conseguenze dannose per l’ambiente e per la salute della popolazione;

– miglioramento continuo delle prestazioni ambientali della Società, riducendo in maniera progressiva gli impatti ambientali connessi con lo svolgimento delle proprie attività;

– approvvigionamento sostenibile delle materie prime e sussidiarie utilizzate;

– selezione delle forniture di materie prime tonno e merluzzo congelato in base alla presenza dei requisiti relativi alla sostenibilità della pesca sanciti nella nostra politica di acquisto e relativi all’impiego di metodi di cattura selettivi non impattanti sulle altre specie marine;

– acquisto di partite di tonno esclusivamente da pescherecci o compagnie autorizzate, controllate da ispettori a bordo e certificate Dolphin Safe;

– acquisto di materia prima certificata MSC per produzioni selezionate di conserve ittiche che soddisfino i requisiti di pesca sostenibile, con impiego di metodi selettivi e non impattanti sull’ecosistema marino;

– sviluppo e diffusione in tutta l’organizzazione della cultura della Qualità e del rispetto del Territorio, mediante attività di formazione e sensibilizzazione rivolte ai dipendenti;

– riduzione del rischio di contaminazione delle matrici ambientali derivante dalle attività produttive;

– definizione chiara dei ruoli e della responsabilità all’interno dell’organizzazione con l’opportunità per i dipendenti di esprimere ed accrescere le proprie capacità;

– miglioramento continuo di tutte le attività aziendali e delle condizioni di salute e sicurezza sul lavoro, coinvolgendo i dipendenti nel processo e valutando le modifiche da essi proposte per aggiornare processi, procedure ed impianti;

– formazione di tutti i lavoratori, affinché siano informati e sensibilizzati a svolgere i loro compiti in sicurezza e nel rispetto dell’ambiente;

– riduzione del rischio infortuni e malattie professionali, in particolare nelle operazioni di movimentazione merci, manutenzione delle attrezzature e degli impianti, installazione di nuovi macchinari, nelle condizioni ordinarie, straordinarie e di emergenza;

– adeguamento degli impianti esistenti alle più vantaggiose tecnologie disponibili, al fine di migliorare gli standard qualitativi dei prodotti, le prestazioni ambientali e di sicurezza.

L’adesione ai requisiti della norma UNI EN ISO 9001, UNI EN ISO 14001 agli Standard BRC ed IFS, il conseguimento della prima Certificazione di Prodotto nel settore delle conserve di tonno e l’implementazione di un sistema per la gestione ed il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori, esprimono l’impegno assunto dalla Direzione Aziendale a conseguire i suddetti obiettivi.

La Direzione aziendale si impegna a rendere disponibile al personale dipendente, ai collaboratori, ai clienti, ai fornitori e al pubblico la propria politica aziendale impegnandosi affinché essa sia adeguata e proporzionata alla natura ed all’impatto delle sue attività.

Le antiche tonnare

Le Antiche Tonnare

Il Golfo di Sant’Eufemia Lamezia è stato, per le sue favorevoli condizioni climatiche, l’ambiente ideale per la riproduzione dei Tonni della specie Thunnus Thynnus e sulle coste calabresi, sin dall’antichità, si ebbe la maggiore concentrazione di tonnare ad alte produzioni. Da alcuni documenti storici la più importante risulta essere stata quella di Pizzo, “la Grande”, creata nel 1457, una delle più antiche. Successivamente ne nacquero altre due, esistenti fino agli anni sessanta.

Le Tonnare rappresentavano centri di operosità che coinvolgevano molteplici attività e svariati interessi. Erano una grande fonte di ricchezza per il sostentamento della popolazione locale per le ampie disponibilità di lavoro, non limitate al solo periodo della pesca ma estese a tutto l’arco dell’anno.

Infatti, nel periodo invernale i tonnaroti riparavano le vecchie reti, ne fabbricavano delle nuove, calafatavano le numerose imbarcazioni (che per tradizione erano di colore nero per mimetizzarsi alla vista dei tonni), effettuavano la manutenzione dei cavi d’acciaio, delle ancore ed erano dediti a tanti altri lavori di preparazione.
La Tonnara “fissa” era un sistema di pesca importato dagli arabi intorno all’anno mille sulle coste della Calabria e della Sicilia. Costituita da un complesso sbarramento di reti immerse nel mare, permetteva di intrappolare i tonni durante il passaggio lungo la rotta della loro “migrazione genetica”, nel periodo primavera-estate.
“La Tonnara Grande” di Pizzo veniva fissata in mare ai primi di aprile, ma la pesca vera e propria avveniva nel periodo maggio-giugno con la cattura del cosiddetto “tonno di corsa” e nei mesi luglio-agosto, durante il viaggio di ritorno dopo la deposizione delle uova, con la cattura del “tonno di ritorno”.

La messa in mare della tonnara prevedeva un impiego ingente di uomini, circa sessanta, interminabili chilometri di rete, centinaia di ancore, “mazzare” (pietre) e galleggianti in sughero dette “ballette”. Tutto l’impianto era ancorato in prossimità della riva ad un grosso scoglio, detto della “catena”, da dove partiva verso il largo il “pedale”, struttura resistentissima che sorreggeva la rete di sbarramento, capace di sopportare le forti correnti marine e le mareggiate.

Il sistema di reti a forma di rettangolo chiamato “isola” era composto da una serie di camere comunicanti, cinque in tutto, attraverso le quali i tonni venivano avviati verso l’ultima, posta a ponente, denominata “camera della morte”, l’unica ad avere la rete anche sul fondo. La grande trappola senza via d’uscita scattava soltanto quando erano entrati abbastanza tonni e il gran capo assoluto, chiamato il “rais”, ordinava di sollevare la parte terminale del “cannamu” (rete mobile) che, alzata, fungeva da porta e chiudeva ermeticamente la camera.

La Tonnara era sostenuta da una serie di barche, la più grande delle quali “U Caparrassu” (la “Capo Rais”), era quella da cui partivano tutti gli ordini.

Inoltre, aveva l’essenziale compito di reggere la parte terminale della rete più importante della tonnara (“cannamu”), che opportunamente manovrata chiudeva la porta della “camera della morte”. Le barche della tonnara avevano una loro specifica nomenclatura, a seconda dei compiti che dovevano assolvere. Sulla “Portanova” stavano i tonnaroti che davano la buona notizia levando il grido “toccau” quando i pesci urtavano con le loro lenze di avvistamento. Questo grido rompeva il silenzio mettendo in allarme gli uomini della ciurma e il rais, in attesa sulla barca “U Scieri”, che alzandosi richiamavano l’attenzione degli uomini di guardia sulla barca “Colannitu”, preannunciando la “levata”. Le altre barche chiamate “Musciari” e “Barcacce” si usavano per spostarsi nella tonnara e per portare a riva i tonni.

All’annuncio della “levata”, seguivano attimi di attesa che sembravano durassero un’eternità.
I pesci, intanto, proseguivano il loro fatale cammino dalla “camera piccola” alla “camera della morte”, urtando le lenze tenute dai tonnaroti della “colannitu” che al segno delle toccate davano conferma gridando :“leva, leva, tira!” Il rais, dopo essersi accertato della mole e della quantità dei tonni, faceva issare sul pennone della barca “u scieri” la bandiera tricolore. Una volta intrappolati nella “camera della morte” avveniva la cosiddetta “mattanza”, dove l’uccisione del tonno non era vissuta come una crudeltà, bensì come una necessità. L’azione faticosa dei marinai, lenta ed inesorabile, procedeva a ritmo del canto di un’antichissima nenia “A levata”, in cui il tonnaroto manifestava la propria pietà per ciò che stava provocando e implorava anticipatamente perdono: “a tutti i tunni cercamu perdunu” (a tutti i tonni chiediamo perdono), così si chiudeva il canto dei tonnaroti pizzitani.

In quelle canzoni folkloristiche di tradizioni marinare traspariva la gioia dell’attesa e forse anche l’illusione che la fatica sarebbe divenuta un divertimento accordando la rima e assecondando il solista. Il locale convento di San Francesco, per la sua favorevole posizione, era il primo a scorgere il segnale lanciato dalla barca “U Scieri” e suonava le campane a festa, avvertendo allegramente la popolazione dell’abbondante pesca. Ai Frati Minimi di Pizzo per ogni buona mattanza si offriva, per voto, il tonno più grosso, vista la grande devozione dei pizzitani verso San Francesco di Paola, Protettore della gente di mare.

Con la scomparsa delle tonnare cessò un’attività che nei secoli bui del passato, quando ovunque imperversava la miseria, a Pizzo fu fonte inesauribile di lavoro e di relativo benessere.

Riferimenti bibliografici Franco Cortese – La Tonnara – tratto da: Le Tonnare di Pizzo – Soc. Editrice Jaca Book (1991); Franco Cortese – Genesi e progenie della città di Pizzo – Soc. Editrice Edizione Brenner – Cosenza; David Donato – La fine di un’epoca e di un’epopea! tratto da: Le Tonnare di Pizzo – Soc. Editrice Jaca Book (1991); AA. VV. – Le Tonnare di Pizzo – Soc. Editrice Jaca Book (1991).

Il marchio Callipo

La nostra azienda non ha mai modificato radicalmente il proprio marchio distintivo,
soprattutto nel carattere utilizzato e nei colori sociali, che si sono mantenuti identici sino ad oggi.

Francobollo

Un importante riconoscimento

Il 29 novembre 2014, dietro autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico, è stato emesso un Francobollo ordinario del valore di € 0,80 dedicato alla nostra azienda nella serie tematica “le Eccellenze del sistema produttivo ed economico”.

Il francobollo, stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e distribuito da Poste Italiane, è stato curato con molta attenzione per valorizzare, oltre all’italianità dell’azienda, anche la sua storia centenaria. Le immagini scelte, infatti, raffigurano la lavorazione artigianale del tonno e celebrano la tradizione che la famiglia Callipo tramanda ormai da cinque generazioni.

Questa emissione, inoltre, che lo Stato per la prima volta dedica in questa specifica area tematica ad un’azienda calabrese, assume un importante valore, oltre che per la nostra azienda, anche per l’intera Calabria in quanto contribuisce a trasmettere a livello nazionale l’immagine di una terra che può esprimere qualità e produttività grazie anche all’eccezionale contributo di maestranze specializzate e laboriose.

Il Gruppo Callipo

È costituito dalla holding Callipo Group Srl che si occupa di fornire servizi e consulenza alle società controllate che operano nei mercati del turismo, dello sport e della produzione di gelato.
Aziende con business diversificati ma accomunate da un’unica mission: la qualità totale e l’attenzione al territorio di appartenenza.

La grande attenzione per la qualità, l’amore per la tradizione e per il territorio, lo sguardo sempre proiettato al futuro, per soddisfare e anticipare le esigenze dei consumatori,
sono da sempre i valori che guidano la famiglia Callipo nella propria storia imprenditoriale.